Gioielli storia

Storia gioielli

Storia Gioielli

La storia dei gioielli, nell’arco di settemila anni di civiltà, evidenzia la creatività di successive generazioni di artigiani. Attraverso l’impiego di tecniche sempre più sofisticate, seppero trasformare metalli rari e preziosi in ornamenti personali esprimendo lo stile artistico dominante nella propria epoca. Questo ricco e vario panorama inizia nell’ antichità, quando l’oreficeria raggiunse livelli sorprendentemente alti.
A esiti rilevanti pervennero gli Etruschi che riuscirono a portare la tecnica della filigrana e della granulazione a una notevole  perfezione. Le civiltà successive non seppero uguagliare, e gli orafi delle corti ellenistiche, autentici maestri nella realizzazione di ornamenti in forma di figura umana per orecchini, collane e bracciali su cui risplendevano stupende decorazioni di granati e smalto.
Talvolta si ebbero bruschi mutamenti stilistici: ne sono un esempio i ricchi ornamenti d’oro romani montati con perle e smeraldi, in netto contrasto con la gioielleria barbarica, povera di colore, dei “secoli bui” successivi alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente.
Gioielli storia
Gioielli storia

Dal medioevo

Una nota completamente nuova fu introdotta nel Medioevo: in quest’epoca, infatti, nei gioielli apparvero simboli cristiani ed emblemi cavallereschi, nonché’ l’uso ricorrente di motivi desunti dall’architettura gotica, come il crochet e le edicole a baldacchino, che rivelano una stretta parentela con le forme decorative coeve.
Nel clima classico rinascimentale l’opera» degli orafi raggiunse punte di notevole livello, orientandosi verso la creazione di elaborate composizioni impreziosite da smalti e gemme. La successiva fase barocca vide la decadenza dello stile figurativo, mentre il tagliatore di gemme acquisiva una tale autorevolezza da mettere progressivamente in ombra l’opera dell’orafo: il gioiello era diventato un pretesto per l’esibizione di pietre preziose e la qualità artistica del lavoro di oreficeria veniva subordinata al valore venale delle gemme. Nel periodo rococò, la tendenza alla leggerezza e all’asimmetria generò disegni meno densi e più liberi; dal 1770 circa i disegni si adeguarono all’elegante severità dello stile neoclassico.

Il gusto per l’opulenza

 Il complesso iter per gli sviluppi stilistici del XIX secolo iniziò con gli imponenti gioielli creati per la corte di Napoleone, che restarono un punto di riferimento per il resto dell’Europa anche molto tempo dopo la sconfitta di Waterloo nel 1815.
Contemporaneamente si diffondeva il movimento romantico e con esso la nostalgia per il mondo pittoresco del Medioevo e del primo Rinascimento. Verso il 1850 il gusto del revival, che ormai abbracciava l’intero corso della storia gioielli, si espresse nelle riproduzioni di ornamenti d’oro da giorno che si ispiravano all’antichità e all’Alto Medioevo.
L’ostentazione sempre più vistosa di gioielli con diamanti, successiva alla scoperta,delle miniere del Sudafrica, verso il 1860, rivelava il gusto dilagante per il lusso, favorito da un crescente benessere economico, da tasse ragionevoli e da un sistema sociale gerarchico. Lo sfruttamento delle miniere trasformò profondamente il carattere del gioiello: la luminosità della pietra diventò un elemento di primaria importanza rispetto al colore, al disegno e alle sue possibilità espressive. Verso la fine del secolo, tuttavia, si verificò una duplice reazione contro la banalità di una produzione indiscriminata di gioielli con diamanti: Cartier e Boucheron, infatti, seppero tradurre l’eleganza garbata della Belle Epoque in un nuovo. stile, di ispirazione settecentesca, che sfruttava principalmente la lavorazione a graticcio e il motivo dei fiori stilizzati, sparsi o in ghirlande, montati su platino.

Influenze nella gioielleria

Nello stesso periodo i gioiellieri francesi che aderirono al movimento dell’Art Nouveau, guidati da Rene’ Lalique, suscitarono grande scalpore all’Esposizione di Parigi del 1900 con i loro gioielli naturalistici, realizzati con materiali come il corno e l’avorio, di grande qualità estetica, ma di scarso valore intrinseco. Queste creazioni, artisticamente pregevoli, ebbero una vita effimera, e la gioielleria Art Nouveau tramontò con l’inizio della Prima Guerra Mondiale.
Subito dopo la pace del 1918, Art Déco diede un nuovo corso stilistico alla gioielleria e, “allontanandosi dalle forme naturalistiche e rinnegandola tradizione, stabilì una stretta collaborazione con l’avanguardia artistica contemporanea Cubismo e Astrattismo ‘ e con l’architettura del Bauhaus. Solo alla metà degli anni Trenta la storia gioielli si ritrovò connotazioni più armoniose, quando motivi figurativi e floreali vennero nuovamente introdotti da Cartier.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale la gioielleria di lusso aderì al gusto di una clientela che considerava il gioiello una forma d’investimento e uno status simbol. L’interesse si accentrò sulla qualità delle pietre, accuratamente sfaccettate, e incastonate in montature intonate alle creazioni dell’alta moda. Simultaneamente emergevano in ogni parte del mondo artisti gioiellieri che si distinguevano per l’attività creativa e per l’accuratezza tecnica delle loro realizzazioni.
L’alto costo delle pietre preziose e del metallo ha inoltre imposto lo sviluppo di una gioielleria alternativa, che trae le sue origini dall’Arts and Crafts, e che si orienta verso forme nuove e verso la sperimentazione di materiali poveri come, ad esempio, la plastica.