Molla motrice e bariletto

Molla motrice e bariletto

Molla e bariletto

Bariletto e della molla motrice iniziamo l’esame con la molla motrice smontata. Si collochi l’albero del bariletto in’ posizione con il coperchio, ma senza la molla.
L’albero deve avere del gioco assiale. Lo si stringa in un morsetto a mano, tenendolo leggermente inclinato da un lato, in modo che l’estremità delle ganasce del morsetto stesso facciano da guida.
Prima di tutto occorre dare al bariletto un rapido movimento di rotazione per assicurarsi che esso sia albero. Poi lo si fa ruotare lentamente con le dita per esaminare se esso è piano e gira diritto; per questo controllo si vede l’utilità di tenere il bariletto inclinato rispetto alle ganasce del morsetto a mano.
Se i fori sono troppo larghi, e di conseguenza il bariletto ha troppo gioco, non si deve esitare ad imbussolarli, perchè quando il bariletto viene montato nell’ orologio e si carica la molla motrice, quest’ultima tende a fare inclinare il bariletto da un lato creando la possibilità di uno sfregamento. Se il bariletto non gira diritto, cioè rimane alto da un lato e basso dall’ altro occorre imbussolare un foro. Il foro più adatto è quello dalla parte del coperchio, perchè essendo il più lontano dalla dentatura, un piccolo spostamento della sua posizione non è tale da modificare l’ingranamento del bariletto con il pignone centro.
Bariletto tenuto in una morsa per controllare se gira dritto.

Bariletto tenuto in una morsa per controllare se gira dritto.
Per raddrizzare la posizione dell’albero del bariletto nel bauletto, si proceda come segue: si tolga il coperchio e l’albero del bariletto e si fissi il bariletto a mezzo di gommalacca su una piattaforma montata sul tornio . Anzitutto si fissi sul tornio la piattaforma e la si riscaldi con
una lampada ad alcole; quando essa è sufficientemente calda, si sparge, sulla sua superficie un poco di gommalacca (la gommalacca può essere acquistata in bastoncini simili a ceralacca) e si faccia aderire il bariletto sulla piattaforma. Si prenda poi subito il supporto a mano per tenere il bariletto in posizione fino al raffreddamento della gommalacca. Mentre si fa ruotare la testa del tornio, si ponga una astina di legno nel foro centrale del bariletto. L’astina di legno deve avere un diametro maggiore di quello del foro e la sua estremità deve essere arrotondata a mezzo di una lima. Si tenga l’astina ben ferma sul supporto a mano in modo da
Centramento del bariletto sulla piattaforma di un t0rnio.
Centramento del bariletto sulla piattaforma di un t0rnio.
centrare il bauletto sulla piattaforma del tornio; nel frattempo si riscaldi ancora un poco. Quando il bariletto gira perfettamente centrato, lo si raffreddi soffiandovi sopra in modo che la gommalacca si indurisca; lo si lasci poi per qualche minuto in modo da avere la sicurezza assoluta che il bariletto sia fissato. Si può allora togliere il supporto a mano. Si applichi ora il coperchio sul bariletto, senza togliere il bariletto dal tornio. Si rimetta ancora in posizione il supporto a mano e con un utensile  si ripassi il foro del coperchio del bariletto in modo da allinearlo nello stesso modo illustrato per la correzione del foro della ruota centro. Si imbussoli ora il foro con il medesimo sistema sopra accennato a proposito del foro della ruota centro.
Se il bariletto è montato sul movimento con un arresto si pongano in posizione la ruota a croce di Malta ed il dito e si dia al bariletto un rapido e leggero movimento di rotazione.
Esso dovrebbe ruotare abbastanza liberamente per tutti e quattro i giri del dito (quattro giri è il numero normale), fino a che il dito non si arresti sul fermo della ruota a croce di Malta.
Si faccia ruotare con le dita il bariletto e ogni tanto si controlli il giuoco della ruota a croce di Malta quando il dito non è in contatto con essa, come pure quando il dito entra in azione per muovere la ruota a croce di Malta.
L'arresto della freccia indica il dito nella posizione d'arresto,quando la molla è completamente carica
L’arresto della freccia indica il dito nella posizione d’arresto,quando la molla è completamente carica
La ruota a croce di Malta deve essere perfettamente libera in tutte le fasi. Si tolga il dito; la ruota a croce di Malta dovrebbe ruotare molto liberamente sotto la spinta di una sottile astina; con questo sistema si potrà dare una spinta molto delicata. Un sottile alesatore è un ausilio molto utile quando si controlla la libertà delle ruote del ruotismo.
Ora si deve controllare il bariletto nel movimento per vedere se i suoi fori non sono troppo larghi e se esso gira diritto. Se i fori sono troppo larghi si imbussolino, e se il bariletto non gira diritto si corregga il foro più distante Ripassatura del foro del dai denti del bariletto, che è normalmente il foro posteriore.
Ripassatura del foro del bariletto
Ripassatura del foro del bariletto per centrarlo
In questo caso valgono le medesime istruzioni che sono state date a proposito dell’esecuzione di nuovi fori o del raddrizzamento della ruota centro. Non è necessario che l’albero del bariletto abbia molto gioco assiale tra le platine ; è sufficiente che questo gioco esista in piccola misura.
L’albero del bariletto non deve ruotare quando l’orologio è in marcia, esso ruota solamente quando lo si arresta. La carica. I proprietari di orologi spesso si lamentano che il caricamento dell’orologio diventa duro dopo una riparazione; in tal caso si deve vedere se l’albero del bariletto è abbastanza libero; la sua libertà facilita l’operazione di carica.
A parte questa piccola libertà, il gioco assiale dell’albero del bariletto tra le platine è dannoso.
Per il bariletto non vi è normalmente molto spazio a disposizione nel movimento; il costruttore di orologi molto spesso impiega una molla motrice la più alta possibile, con il risultato che a causa del gioco assiale dell’albero nel bariletto e poi del gioco assiale dell’albero nel movimento, vi è il grave rischio che il bariletto sfreghi da qualche parte.
Entità corretta della superficie
Entità corretta della superficie che la molla motrice dovrebbe occupare nel bariletto A – Posizione occupata dalla molla scarica B – Posizione occupata dalla molla carica C – raggio dell’albero del bariletto

 

 

La molla motrice di un orologio che abbia una carica di circa 30 ore deve fare da 5/12 a 6 giri nel bariletto, cioè si deve potere fare eseguire all’albero del bariletto 52/1 o 6 gip’ri.
Per effettuare ciò si devono osservare certe condizioni, ed io ritengo che la piu‘ semplice è che la molla occupi un terzo dello spazio del bauletto, l’albero del bariletto un altro terzo, e che il rimanente terzo debba essere riempito dalla molla quando questa è stata completamente caricata intorno all’albero del bariletto .
Perchè il risultato sia buono, la molla motrice scarica deve occupare piuttosto meno di un terzo della distanza tra l’asse dell’albero del bariletto e la parte interna del tamburo del bariletto.
Quando la molla è caricata, naturalmente, occupa il terzo centrale indicato con B nella.
Per tutti gli scopi pratici assegnando un terzo di questo spazio alla molla, si riscontra che l’avvolgi mento intorno all’albero avviene in modo abbastanza soddisfacente.
Un sistema rapido per determinare la posizione corretta che la molla motrice deve occupare nel bariletto, è quello di prendere un compasso, un braccio del quale abbia l’estremità terminante con un cono.
Si collochi quest’ultima estremità nel foro  del bariletto e si apra l’altro braccio in modo che m0do che tocchi la parete interna del tamburo del bariletto. Si trasporti questa misura su un pezzo di ottone o di di carta e la si divida in tre parti, si prenda poi col medesimo compasso la misura di due terzi; si collochi nuovamente l’estremità a forma di cono nel foro del bauletto e si tracci un circolo. La parte esterna al circolo così tracciato è lo spazio che deve essere occupato dalla molla motrice scarica, o meglio, la molla dovrebbe occupare uno spazio leggermente inferiore a quello così determinato.
La lunghezza della molla di carica è di grande importanza, perche‘ il lavoro o, megh’o, la forza di una molla è inversamente proporzionale alla sua lunghezza, cioè: una molla di lunghezza doppia di un’altra sviluppa una forza metà, ammesso che sia avvolta secondo la medesima curvatura. La ragione è che una molla lunga non è curvata come una più corta. Quando il bariletto è riempito troppo non si può ottenere il massimo numero di giri, da cui dipende il numero di ore di carica, e non si può quindi neppure sv1l’uppare lo sforzo massimo.
La forza di una molla motrice è direttamente proporzionale alla sua altezza, cioè: una molla motrice di altezza doppia di un’altra sviluppa una forza doppia. La forza di una molla motrice è proporzionale al cubo del suo spessore. Una molla motrice di spessore doppio di un’altra sviluppa una forza 8 volte superiore.
Si è visto da quanto precede che vi sono alcune limitazioni per quanto riguarda la forza e l’altezza della molla motrice. Se la molla è troppo alta essa può sfregare, se invece è troppo forte non si può riuscire ad avvolgerla per un sufficiente numero di giri, con il risultato che l’orologio marcia per un tempo limitato di ore; a parte poi il fatto che la forza sviluppata e‘ eccessiva.
Bariletto molla motrice
Bariletto molla motrice posizione occupata dalla molla motrice

 

L’altezza della molla motrice deve essere tale che quando il coperchio del bariletto è messo in posto, la molla deve avere un certo gioco assiale. Nel caso in cui il coperchio del bariletto non abbia una incassatura, la molla non deve superare la posizione della battuta dove si forza il coperchio stesso.

Nel caso in cui invece il coperchio abbia una incassatura’ la molla può giungere sino a questa battuta, in quanto l’incassatura fatta nel coperchio dà alla molla una certa libertà. Una molla troppo bassa, avente quindi troppo gioco assiale, ha la tendenza ad accartocciarsi e ad uscire dal piano quando viene parzialmente avvolta, creando così un attrito eccessivo; essa può pure sfregare eccessivamente sia sul fondo che sul coperchio del bariletto.
Un punto molto importante da osservare, specialmente con molle deboli, è che il diametro della parte dell’albero del bariletto intorno alla quale si avvolge la molla motrice, sia superiore a quello del mozzo del bariletto e del coperchio del bariletto.
Per esaminare la cosa sotto un altro punto di vista, i mozzi sia del bariletto che del coperchio devono avere un diametro leggermente inferiore a quello del corpo dell’albero del bariletto . Non osservando questa norma, si può creare una continua fonte di disturbi, perchè l’orologio può arrestarsi quando sia stato completamente caricato. Se la molla viene provata nel bariletto, fuori dell’orologio, essa può sembrare abbastanza libera, e non si riscontra alcun segno di sfregamento dell’albero; ma, quando la si monta nell’orologio, il difetto appare subito. Si deve tenere presente che la molla si svolge molto lentamente quando l’orologio funziona normalmente, non vi è quindi nè inerzia nè scatto istantaneo che possa permettere di superare questo ulteriore attrito; percio‘ nel caso in cui si abbia qualche dubbio circa la libertà della molla si devono subito ridurre i diametri dei mozzi. Esistono numerose forme di agganciamento delle molle di carica.
Brida nelle varie versioni
A Brida con parte ribadita
B brida con estremità ripregata c Brida con piolo e pezzo mobile; d finestra per l’agganciamento del bariletto
La figura mostra quelle più usate attualmente; il sistema più comunemente usato e‘ quello di formare una brida ribattendo un pezzo di molla a /’b sulla molla stessa; questo sistema e‘ molto semplice ed efficiente. L’orologio di 13 linee che stiamo esaminando è munito di una molla di questo tipo.
Per sostituire una molla si proceda come segue: prima di fare la brida occorre avvolgere la molla motrice nel bariletto per vedere se è di lunghezza  corretta. Si puo anche misurare la lunghezza della molla vecchia. Se si riesce ad avere una molla uguale a quella montata dal costruttore del movimento, si può ricavare da questa la lunghezza corretta, e questo modo di procedere ha il vantaggio di trovare la brida già fatta. Se non si può seguire questa strada, si tagli la molla alla lunghezza giusta (le molle sono normalmente lasciate più lunghe dell’occorrente) e si impieghi un pezzo della molla eccedente per ricavarne il pezzo che deve essere ribattuto.
Mi sia permessa ancora una parola sull’avvolgimento della molla motrice nel bariletto. Si puo‘ impiegare l’attrezzo illustrato nella figura, ma prima di fare l’avvolgimento, si deve afferrare con le pinze rivestite di Ottone l’estremità della  molla vicino alla brida e la si deve tirare attraverso una pezzuola di lino ben pulita. Si tiri la molla il più vicino possibile alla finestra praticata al centro della molla, cercando però di non provocare delle distorsioni
Pulitura di una molla motrice
Pulitura di una molla motrice, tirandola attraverso una pezzuola di lrn’o.
Vi sono due sistemi di adoperare gli apparecchi per avvolgere le molle . Anzitutto si fissi l’apparecchio nella morsa. Il primo sistema è quello di prendere la molla motrice tra il pollice e l’indice della mano sinistra e di avvolgere la molla il più strettamente possibile ; si tenga allora ferma la molla e con la mano destra si porti il bariletto davanti alla molla così avvolta; il diametro esterno della molla avvolta deve es— sere piu‘ piccolo di quello interno del bariletto. Maneggiandola accurata— mente, si lascia infine libera la molla motrice e la brida si aggancerà al gancio del bauletto. Si prende ora il bariletto e lo si fa ruotare lentamente fino a che la molla è sicuramente in posizione. Questo sistema può essere usato con delle grandi dimensioni, cioè pressappoco per molle di orologi di dimensione superiore a 10 /12 linee.
Quando le molle motrici vengono montate nei loro bariletti, il dito deve venire in contatto con la molla e si crea così il pericolo di farla arrugginire. Sono dell’opinione che la ruggine e‘ la causa di un’alta percentuale di rottura di molle.
L’umidità che viene portata sulla molla può essere talmente piccola da non essere percettibile ad occhio nudo, ma la minima punta di ruggine sulla molla e‘ un invito alla molla a rompersi in quella posizione. Talvolta durante l’avvolgimento si può tenere la molla con una pezzuola di lino e raccomando che ciò venga fatto ogni qualvolta sia possibile.
Normalmente questo procedimento può essere seguito solamente con le molle per orologio da tasca ;
in tal caso si deve prestare molta attenzione in primo luogo nell’impiegare una pezzuola senza peli e, in secondo luogo, nell’evitare che durante la scarica, man mano che le spire della molla si chiudono, trascinino con loro la pezzuola.
Se non si prendono queste precauzioni c’è il pericolo che alcune parti di tessuto vadano tra le spire della molla.
Un’altra strada per mezzo della quale si può evitare, almeno parzialmente, il pericolo di portare dell’umidità nella molla, è di tirare la molla attraverso un pezzo di carta di seta imbevuto di olio. L’inconveniente di questo sistema e‘ che le dita rimangono unte, ed il bariletto può venire unto di conseguenza.
Sono convinto che i costruttori di orologi non danno molta importanza al fatto che le molle motrici vengano toccate con le mani. Sfortunatamente non conosco alcun apparecchio che sopprima completamente il contatto di questi pezzi con le mani; tali contatti quindi devono essere ridotti assolutamente al minimo. Non vi e‘ nessuna regola fissa, e perciò ognuno deve usare la propria abilità, o piuttosto la propria iniziativa.
Avvolgimento della molla motrice
Avvolgimento della molla nel bariletto, impiegando l’attrezzo per lucidare la testa delle viti.
Il secondo sistema per adoperare l’apparecchio per avvolgere le molle, sopra descritto, è il seguente: dapprima si agganci la finestra interna della molla motrice al gancio fissato sul mandrino dell’apparecchio.
Si prenda poi il bariletto nella mano sinistra e lo si presenti davanti alla molla ancora non avvolta; si prenda la molla tra indice e medio, e il bariletto con il polllice figura, si avvolga la molla e, quando il diametro è abbastanza piccolo, si porti leggermente in avanti il bariletto.
La brida della molla verrà agganciata al gancio del bariletto. Ora si prenda il bariletto e lo si obblighi a ruotare lentamente fino a che la molla non è in posizione. Questo metodo viene normalmente impiegato con bariletti piccoli e quindi con molle piccole.
Un altro sistema, abbastanza soddisfacente per bariletti molto piccoli, è quello di collocare l’albero del bariletto nel bariletto e di fissare l’albero (in un tasso di ottone) alla parte ruotante di un attrezzo per lucidare le teste delle viti. Si porti la molla sull’albero del bariletto.
e si cominci ad eseguire la rotazione fino a che il gancio dell’albero del bauletto non entri nella finestra praticata al centro della molla motrice; si continua poi ad avvolgere la molla, adoperando il pollice per tenere la molla in contatto con il bariletto. Si può sentire quando la molla si è agganciata all‘albero del bauletto, e, quando ciò avviene, si trattenga immediatamente il bariletto per evitare che il senso di rotazione venga rapidamente variato, quando la molla si scarica, una volta montata in posizione.
Ritorniamo ora all’esecuzione della brida per l’agganciamento della molla motrice. Si riscaldi l’estremità della molla per una lunghezza non superiore a 5 o 6 mm; si faccia in modo che la punta estrema assuma un colore tendente al grigio. Si esegua poi un piccolo foro come indicato nella figura. Il modo migliore per fare il foro è quello di adoperare l’attrezzo per centrare e forare  con un punzoncino. Si collochi la molla su un pezzo di legno duro, e si esegua il foro al punto giusto.
Dalla parte opposta della molla apparirà una leggera gonfiatura dovuta a bava; si limi ben piana . Dopo avere limato l’estremità della molla in modo da assottigliarla leggermente si eseguono le medesime operazioni sopra descritte sul pezzo di molla che si deve ribattere sulla molla stessa.
Si pulisca la molla con della tela smeriglio N. o, lasciando una superficie rigata. nel senso della lunghezza. Si pulisca la parte colorata (perchè rinvenuta) dell’estremità della molla di carica, da ambedue i lati. Ora si sovrapponga alla molla il piccolo pezzo e si ripassi contemporaneamente il foro in ambedue i pezzi ; si tolgano infine le bave per mezzo di una fresa a svasare. Si limi una spina di acciaio dolce e la si collochi in una morsa come indica la figura. Quando la spina e‘ nella morsa, si tagli la spina stessa con un paio di tenaglie in modo che sporga di pochissimo dalla molla; la si limi in modo da ridurre ulteriormente la parte sporgente dalla molla; e la si ribatta con un martello a faccia curva. Si tolga ora… la spina dalla morsa, si tagli la spina dall’altra parte seguendo la procedura sopra indicata, la si limi e la si ribatta su un’incudine di acciaio.
Se si ha a che fare con una molla bassa, come quelle che vengono impiegate negli orologi piatti, non è sempre consigliabile fare un foro, in quanto esso tende ad indebolirla. Il miglior sistema è allora quello di piegare l’estremità. La figura mostra il modo di procedere.
È meglio non tagliare subito la molla alla lunghezza giusta. Se la molla è molto più lunga, la si tagli ad una lunghezza superiore di 5 a 7 cm per avere un margine di sicurezza per la piega. Si ripieghi su se stessa la molla in modo che la piega venga fatta all’incirca nella posizione della sua lunghezza totale, e per fare questa operazione si riscaldi la molla tenendola come indicato nella figura. La molla cercherà subito di ritornare nella posizione primitiva.
Piegatura della molla
Piegatura della molla
 Si mantenga la molla così piegata tenendola ben Stretta tra il pollice e l’indice della mano sinistra. Si pienda nella manoudesua un palo di Pinze e  ganasce piane e lo si scaldi (le pinze lunghe e sottili sono adatte per questo scopo). Ora si riscaldi leggermente la parte piegata della molla e quando essa comincia a muoversi si dia alla piega una piccola stretta con le pinze calde, non troppo brusca altrimenti la molla può rompersi. Si ripeta questa operazione una o due volte . Quando la piega è chiusa si prenda un pezzetto di molla ricavandola dalla parte eccedente e lo si faccia scorrere entro la piega; si riscaldi ancora , con questo pezzo di molla in posizione. Ora si dia un piega finale stringendo con le. pinze calde, questa volta abbastanza fortemente, e si tenga il tutto ben stretto nella pinza per un momento. Il risultato deve essere una buona piega.
Si limi la superficie superiore della molla vicino alla piega con una lima triangolare; ripiegando questo pezzetto verso l’alto esso si stacca immediatamente. Si limi ora la parte terminale del gancio così formato e lo si finisca con della tela smeriglio come è stato spiegato prima. Infine si limi un corto pezzo di inolla, assottigliandolo ad una estremità e lo si inserisca come appare nell’ultima illustrazione della figura in modo che esso possa agganciarsi al gancio del bariletto.
Quando sia necessario fare un nuovo gancio nel bariletto, non sono del parere di forzare una nuova spina; vi sono degli attrezzi che effettuano questo lavoro in una sola operazione.
Io preferisco il tipo di gancio di acciaio avvitato. Il foro di alloggiamento del gancio deve essere inclinato rispetto al raggio, e precisamente nella direzione della trazione della molla. Questa inclinazione occorre sia per aumentare la resistenza, sia per aggiungere qualche filetto alla parte filettata. Si limi un pezzo di filo di acciaio dolce e lo si forzi leggermente nel foro. All’estremità di questo pezzo forzato si limi il gancio. Si filetti il pezzo con una filiera e lo si avviti nel bariletto dalla parte interna. Si prenda la parte che esce all’esterno in un morsetto a mano ed avvitandolo si tiri il gancio verso l’esterno rispetto alla parte interna del tamburo del bariletto. Ci si assicuri che il gancio si trovi nella posizione corretta, si tranci con un paio di tenaglie la linguetta che esce oltre l’esterno del tamburo del bariletto, il più vicino possibile al bariletto. Si limi molto vicino al bariletto senza toccarlo e infine, si lisci a livello del bariletto con un pietra Arkansas.
Il sistema del gancio e della finestra, e cioè un gancio nel bariletto ed un foro nella molla motrice, può adottarsi solo nei bariletti muniti di arresto a croce di Malta,” normalmente questi orologi non hanno dei cricchetti rinculanti. Questo infatti non è necessario, perche l’arresto impedisce che la molla motrice venga sovraccaricata.
Per mettere una nuova molla con un foro, la si deve tagliare alla misura precisa; si riscaldi l’estremità come prima e si esegua il foro. ora si allarghi il l’oro in modo che vi possa entrare liberamente il gancio del bariletto.
L’alesatura finale viene fatta tenendo l’alesatore inclinato come illustrato nella fig. 143; questa inclinazione crea uno spigolo acuto nella parte del foro che va in contatto con il gancio. Si tolgano tutte le have e si pulisca questa estremità con della tela smeriglio. Per assicurarsi che la molla si agganci con sicurezza, si dia all’estremità della molla una curvatura simile a quella dell’interno del bariletto. Per fare ciò, si collochi la molla su un blocchetto di piombo e se ne batta l’estremità questo fara‘ curvare leggermente la molla con minimo pericolo di rottura.
Il sistema di agganciamento slittante col gancio che abbraccia la molla, viene incontrato in orologi americani ed in alcuni orologi svizzeri. Il pregio di questo sistema è che l’estremità della molla motrice è obbligata a slittare quando la molla è completamente caricata; si assicura che si produce un migliore sviluppo della molla con questo sistema.
Inclinazione per alesare il foro e piegatura
Inclinazione per alesare il foro e piegatura molla

 

Esso richiede un cricchetto rinculante. Quando si mette una molla nuova, si deve osservare che il gancio non sia piu‘ alto o più largo della molla motrice, altrimenti quando quest’ultima è completamente caricata, e tira il gancio facendolo ruotare, può sfregare tra il fondo del bariletto e il coperchio e non slittare più. Un altro punto da controllare è che i perni non escano oltre lo spessore del fondo del bariletto ed il coperchio, altrimenti le parti sporgenti possono urtare contro un’altra parte dell’orologio.
Vi sono molti altri sistemi di agganciamento che non ritengo opportuno spiegare qui, e vi sono dispositivi slittanti per la molla molto impiegati in Svizzera. Illustriamo qui tre sistemi di molla slittante. Il primo è adottato dalla Rolex C0. in alcuni dei suoi modelli; esso è molto semplice. I tre incavi fresati nella parete del ban’letto permettono alla molla di agganciarsi ad uno di essi fino a che l’orologio non sia completamente carico; poi, se si esercita una sovratensmne, la molla slitta al prossimo incavo, e così via.
Molla dispositivo slittante molla motrice
Molla dispositivo slittante molla motrice
Rolex Watch Co. Watch Co.
Un altro sistema è adottato dalla Movado Watch Co. Nel bariletto viene inserita una molla piuttosto dura, avente un piccolo gancio terminale; su questo gancio si trova un piolo ribattuto contro il quale si impegna la molla motrice. Quando la molla e‘ completamente caricata, la molla esterna slitta sull’interno del bariletto ed entra in azione l’attrito dell’anello che si allarga.
Il sistema illustrato nella , progettato e brevettato dall’autore, presenta vari vantaggi.“ tutto lo spazio utile nel bariletto è assegnato alla molla motrice; non vi è alcuno scatto istantaneo quando la molla è completamente caricata e comincia a slittare; un indicatore mostra quando la molla e‘ completamente carica. Il funzionamento è molto semplice:
Il rocchetto del bariletto (A) ha un’incassatura , rocchetto del bauletto; satura per ricevere la molla (B); nel punto, dove normalmente è situato il foro quadro del rocchetto, si trova invece un grande foro rotondo. Si adatta sull’albero del bariletto
Rocchetto del bariletto slittante
Rocchetto del bariletto slittante
per mezzo di un foro quadro (D) il mozzo (C) avente un dente che si impegna contro la molla (B). Il funzionamento è il seguente: quando si carica l’orologio il rocchetto del bariletto trascina la molla (B) e questa molla fa ruotare il mozzo (C); in tal modo la molla motrice si carica. Quando la molla è completamente carica il mozzo (C) si arresta, ma il rocchetto del bariletto può ruotare ancora e la molla (B) slitta nell’incassatura del rocchetto del bariletto.
Fissata all’albero del bariletto per mezzo di un ampio perno, vi è una lancetta che ruota mentre si carica la molla, e che si arresta quando la molla e completamente carica.
Mentre parliamo della molla motrice, possiamo fare un breve accenno al cricchetto rinculante. Questo cricchetto è concepito per prevenire una sovratensione della molla contro il gancio quando la molla è strettamente avvolta. Il rinculo del rocchetto del ban’letto (normalmente uguale a circa due denti), permette alla molla di svolgersi un poco, in modo da prevenire una sovratensione che puo‘ fare arrestare l’orologio con il conseguente aumento di velocita‘ durante la battuta; per cui si produce un arco di oscillazione eccessivamente grande per il bilanciere, che fa in modo che il bottone del disco urti o si incontri contro l’esterno della forcella. Vi sono due sistemi di cricchetto rinculante: secondo il primo nel cricchetto si trova un foro allungato, che gli permette di spostarsi in avanti durante l’operazione di carica e poi leggermente indietro una volta abbandonato il bottone di carica. L’altro sistema invece è quello di impiegare un cricchetto con un ampio angolo di movimento, facendo nella platina un incavo di forma tale da permettere al cricchetto di arrestarvisi contro, quando si termina la carica; talvolta il cricchetto si arresta contro il rocchetto del bariletto stesso. Una nuova forma di molla motrice viene attualmente impiegata sia in America che in Svizzera.
Cricchetti rinculanti
Cricchetti rinculanti
Invece dell’usuale nastro piatto, si impiega un nastro ricavato per laminazione di una barretta a sezione circolare . Il vantaggio di questo appare immediatamente. Si può adoperare una molla più sottile che puo‘ dare un maggior numero di giri nel bariletto, rendendo più lunga la durata di carica dell’orologio.
La molla, essendo più debole, è meno soggetta a rompersi. La ragione è che le molecole da ogni parte dell’asse neutro non sono soggette al sovraccarico che si ha invece in una molla di spessore molto forte. La figura mostra cosa avviene durante la tensione di una molla. La ragione dell’aumento di forza esercitato da una molla a sezione curva è che per un certo grado si utilizza tanto lo spessore della molla quanto la sua altezza. Per esempio, se si prende una molla di circa 1,5 mm di altezza e di 0,1 mm di spessore, ed invece di avvolgerla nella maniera solita, la si avvolge secondo lo spigolo: si può ottenere una molla di 0,1 mm in altezza avente la forza
di una dello spessore di 1,5 mm. Una tale molla (se fosse possibile ottenerla, cosa invece non realizzabile) eserciterebbe una forza superiore che se fosse avvolta nel modo normale. La ragione della rottura delle molle è spesso controversa, ma, per concludere, sembra dipenda da 5 cause principali:
a) Ruggine, anche se in piccole macchie.
b) Graflìature attraverso la vena, cioè graffiature perpendicolari al senso della dimensione maggiore della molla.
c) Gancio del bariletto che sporge troppo nell’interno del bariletto.
d) Gancio dell’albero del bariletto piu‘ sporgente dello spessore della molla.
e) Lo spessore della molla non deve superare la 32° parte del dia— metro dell’albero del bariletto. È stato stabilito da Roye, Sen. e Jun. (svizzera), nel I857, che lo spessore della molla non deve superare un trentaduesimo, o al massimo un trentesimo del diametro dell’albero del bariletto: per esempio, se il diametro dell’albero del ba‘riletto è 5 mm la molla deve avere all’incirca uno spessore da 0,16 a 0,166 mm.